Standard Contractual Clauses (“SCC”): arrivano i chiarimenti della Commissione

di Marta Cogode -

 

Pubblicato dalla Commissione il Q&A sull’istituto più discusso del momento in materia di trasferimento dei dati personali extra UE dopo la c.d. sentenza Shrems II.

L’art. 46 del GDPR dispone che le clausole contrattuali “tipo” (di seguito anche “SCC”) adottate dalla Commissione possono costituire garanzie adeguate per il trasferimento di dati dall’UE verso i paesi terzi per i quali non è stata emessa decisione di adeguatezza.

Il 4 giugno 2021, la Commissione ha adottato due set di clausole contrattuali tipo: uno per il trasferimento dei dati personali all’interno dello Spazio Economico Europeo e uno per il trasferimento extra UE. La notizia è arcinota così come è noto che l’implementazione pratica del nuovo istituto ha messo in serie difficoltà i titolari e i responsabili del trattamento, costretti ad adeguarsi – sostituendo le vecchie SCC con le nuove – in tempi abbastanza stringenti.

Proprio per questo, a maggiore intellegibilità dei moduli delineati, lo scorso 25 maggio, l’istituzione europea ha pubblicato alcune “domande e risposte” (“Q&A”) per sciogliere i dubbi legati ai quesiti principali e più frequenti in materia, con l’obiettivo di fornire una guida pratica sull’uso delle SCC ed assistere le parti interessate nel costante lavoro di conformità al GDPR.

Non proprio tempestivo il documento se si pensa che i feedback degli operatori del mercato sono stati raccolti dopo un mese dalla adozione delle SCC e il Q&A è stato pubblicato solo 25 maggio scorso.

Sembra, tuttavia, che lo strumento, inteso in senso fortemente dinamico, sia nato per durare nel tempo: la Commissione ha, infatti, reso noto che domande e risposte saranno periodicamente aggiornate.

Se vi state chiedendo ancora cosa sia la c.d. docking clause o se siete ancora in dubbio se il testo delle SCC possa essere modificato liberamente dalle parti, non vi resta che leggere il documento della Commissione.