Saga del copyright, ritorsioni digitali e condanna alle spese per lite temeraria [Trib. Torino, sez. spec. impresa, 1 aprile 2019]

di Giuseppe Cassano -

Il tribunale di Torino nella sentenza in calce, condanna, a spese di lite e per lite temeraria, ad oltre 100.000 euro, Dailymotion, società di diritto francese che è titolare e gestisce una piattaforma internet, analoga a YouTube per la condivisione di prodotti audiovisivi, reperibile su svariati domini, che consente agli utilizzatori di caricare, conservare, comunicare al pubblico e condividere prodotti audiovisivi.
Il tribunale individua nel contenzioso aperto una sorta di ritorsione digitale. I fatti ormai hanno un carattere quasi routinario: all’inizio dell’anno 2015, Delta constatò che numerosissimi episodi delle serie di cui essa deteneva i diritti erano state caricate dagli utenti della piattaforma di Dailymotion, senza alcuna autorizzazione, licenza o consenso da parte sua e che ai medesimi video erano regolarmente abbinati messaggi pubblicitari mirati. Con diffida aveva intimato a Dailymotion di interrompere la diffusione delle telenovelas di cui essa aveva i diritti e di adottare provvedimenti nei confronti degli utenti per prevenire future violazioni dei diritti.
A fronte di una condanna per violazione dei diritti, Dailymotion ha pensato bene di “colpire” un dipendente di Delta, A. E., citandolo e chiedendo di accertare l’illiceità della condotta del convenuto, consistente nella registrazione, sotto pseudonimo, e nel caricamento sulla piattaforma di Dailymotion quale “agente provocatore” di Delta dei file che egli sapeva coperti da copyright.
Nella domanda veniva indicata la violazione della legge sul diritto d’autore (sic!!!) e degli obblighi contrattuali assunti con l’accettazione delle condizioni di uso della piattaforma messa a disposizione da Dailymotion, e chiesto condannarsi A.E. a rifondere i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti, nella stratosferica cifra di € 3.000.000,00 e peraltro liquidabili in via equitativa.
Sostanzialmente, in secondo battuta, si voleva colpire la persona fisica, facendosi valere nei confronti del dipendente di Delta pretese risarcitorie che riguardano attività e strategie processuali imputabili esclusivamente a quest’ultima.
La domanda – con una serie di argomentazioni ben motivate – viene considerata manifestamente infondata (se non temeraria), poiché, afferma il tribunale “il caricamento dei materiali audiovisivi è avvenuto lecitamente, col consenso dell’avente diritto Delta, e al fine – noto al convenuto e certamente lecito – di monitorare le funzionalità della piattaforma Dailymotion, in particolare l’attitudine dei dispositivi di fingerprinting a riconoscere materiali già caricati e rimossi per violazione di copyright.” Omissis. “Sfugge francamente al Collegio come un caricamento di dati possa risultare illecito e fondare pretese risarcitorie esorbitanti, se esso avviene con il consenso del titolare del copyright e in conformità con le condizioni d’uso della piattaforma”.