Robo Advice e Robo Advisor: millennials e post-millennials

di Redazione DIMT -

Dentro la pubblicazione del 7° quaderno FinTechn sono state esplorate le opportunità e i rischi derivanti dall’applicazione dell’innovazione tecnologica all’offerta dei servizi finanziari.

L’indagine parte da una collaborazione più ampia, nata nel 2006, tra Consob e diverse università italiane. La ricerca si è incentrata sul robo advice. Nello specifico, si è analizzato il comportamento di una particolare fascia di clienti chiamati robo advisor, ossia i cosiddetti millennials e post-millenials, che, secondo un approccio evidence based, potrebbero essere tenuti in considerazione nell’ambito di specifiche iniziative a tutela dell’investitore.

L’obiettivo dello studio è quello di di verificare se la propensione di un individuo a seguire una raccomandazione di investimento cambi a seconda che il consiglio venga formulato da un consulente umano, ovvero da un robo advisor, o meno.

Il team di ricerca sta lavorando grazie ai dati ed alle evidenze raccolte nell’ambito di un esperimento di laboratorio, disegnato e organizzato in linea con le indicazioni dell’economia sperimentale, che ha coinvolto circa 180 studenti della Luiss. 

Dai risultati emerge che la probabilità che un individuo segua una raccomandazione di investimento non dipende dalla natura del consulente (ossia prescinde dal fatto che il consulente sia fisico o digitale), ma nasce dal divario tra la scelta effettuata in autonomia prima di ricevere il consiglio e la scelta raccomandata dal consulente.

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