Primi interventi di diritto sovranazionale in tema di guida autonoma

di  Massimiliano Marotta

 

 

Nel mese di luglio 2022 sono entrati in vigore alcuni significativi interventi normativi di livello sovranazionale destinati ad incidere sensibilmente sulla regolamentazione del fenomeno della guida autonoma. Si segnala, innanzitutto, il Regolamento UE n. 2019/2144, entrato in vigore il 6 luglio 2022, a mezzo del quale, al fine di migliorare i profili di sicurezza legati all’impiego di dispositivi di assistenza alla guida a bordo delle vetture, è stato disposto l’obbligo, per i veicoli di nuova immatricolazione, di strumenti idonei alla implementazione del livello di sicurezza (rilevamento della stanchezza del conducente, adattamento dinamico della velocità, segnalazione di arresto del veicolo e monitoraggio delle fasi di retromarcia) tra i quali spicca, senza dubbio, il registratore di dati di evento (art. 6, lett. g), meglio noto come Event Data Recorder, la cui utilità sarà efficacemente riscontrabile in materia di responsabilità civile, al precipuo fine di ricostruire puntualmente le condotte addebitabili ai sistemi di assistenza e/o di automazione e quelle imputabili al conducente umano.

A partire dal 14 luglio 2022 è, poi, entrata in vigore la modifica della Convenzione di Vienna dell’8 novembre 1968, in materia di circolazione stradale, con cui si è esclusa la regola della necessaria presenza umana alla conduzione dei veicoli che aveva finora, di fatto, impedito l’uso su strada di auto con guida autonoma. La Convenzione viene emendata, in primis, attraverso l’inserimento della definizione di guida autonoma che, ai sensi dell’art. 1, consiste in “quel dispositivo costituito da elementi hardware e software capace di assicurare senza soluzione di continuità il controllo dinamico del veicolo”. Viene, inoltre, specificato cosa debba intendersi per “controllo dinamico”, vale a dire “l’insieme delle funzioni operative e strategiche eseguite in tempo reale necessarie allo spostamento del veicolo, in particolare il controllo di marcia laterale e longitudinale del veicolo, il monitoraggio della strada, le reazioni agli interventi della circolazione stradale nonché la preparazione e la segnalazione di manovre”. Al netto, però, della indispensabile premessa definitoria, la modifica di maggior rilievo è rappresentata dall’art. 34 bis a tenore del quale “si considera soddisfatto il requisito della presenza di un conducente in ogni veicolo o complesso di veicoli in movimento quando tale veicolo utilizza un sistema di guida autonoma conforme a) ai regolamenti tecnici nazionali e a qualsiasi strumento giuridico internazionale, applicabili ai veicoli a motore, agli accessori e alle parti che possono essere installati e/o utilizzati sui veicoli a motore; b) alla legislazione nazionale che regola il funzionamento del veicolo”. Si introduce, quindi, la possibilità di realizzare cd. guida condizionalmente autonoma ovvero quel livello di automazione tale da legittimare la temporanea delega di guida al sistema da parte del conducente che, tuttavia, deve mantenere un livello di attenzione tale da riprendere in ogni momento il controllo del veicolo. Si assiste, così, a una prima equiparazione tra conducente umano e sistema di automazione che rende interscambiabile la titolarità di guida da sempre appannaggio solo del primo. La disciplina dell’automazione veicolare resta, comunque, di competenza delle legislazioni nazionali tant’è che l’art. 34 prevede una clausola di limitazione di applicabilità secondo cui “il campo di applicazione del presente articolo è limitato al territorio della Parte contraente nel quale si applicano i regolamenti tecnici nazionali e la legislazione nazionale che regola il funzionamento del veicolo”. Ciò rappresenta il nulla osta per singoli legislatori nazionali che intendano regolare il fenomeno in questione, ma anche un vero e proprio stimolo in tal senso.

Modifica Conv Vienna

Reg. n. 1999-2144