Scommessa ad avvenimento sportivo concluso e nullità del contratto [Trib. Palermo 5 agosto 2020]

di Redazione -

Tribunale di Palermo; sez. III, sentenza 5 agosto 2020, n. 2509; Giud. Giuseppa Caraccia

La scommessa è un contratto aleatorio in quanto caratterizzato dall’incertezza circa il vantaggio o svantaggio economico che sarà conseguito, atteso che nel momento in cui il contratto è concluso né lo scommettitore né l’agenzia di scommesse sono a conoscenza del risultato dell’evento.

 

Ai fini della validità del contratto di scommessa occorre la sussistenza di vantaggi e oneri proporzionali che gravino sinallagmaticamente su entrambe le parti e che l’aleatorietà venga valutata al momento della conclusione del contratto.

…Omissis…

Motivi della decisione

Preliminarmente, va dato atto del verificarsi della condizione di procedibilità di cui all’art. 3, comma 1, del D.L. n. 132/14 conv. in L. n. 162/14, stante l’avvio del procedimento di negoziazione assistita nei confronti delle società convenute (cfr. documentazione depositata dall’attore il 03/03/2017).

In punto di diritto, va evidenziato che è principio giurisprudenziale consolidato quello secondo cui (cfr. Cass. civ. 20/01/2015 n. 826 e Cass. civ. sez. un. 30/10/2001 n. 13533) il creditore che deduce l’inadempimento da parte del debitore deve dimostrare, secondo i criteri di distribuzione dell’onere della prova di cui all’art. 2697 c.c., il fatto costitutivo del credito, mentre al debitore convenuto spetta la prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa o di una sua parte.

Conseguentemente, il primo è tenuto a fornire la prova dell’esistenza del rapporto o del titolo dal quale deriva il suo diritto, mentre incombe sul debitore l’onere di dimostrare l’avvenuto esatto adempimento delle proprie obbligazioni.

Ciò posto, va rilevato che la domanda prospettata dall’attore va ricondotta nell’ambito della fattispecie contrattuale della scommessa che costituisce un contratto concluso tra due soggetti in forza del quale lo scommettitore punta una determinata somma sul risultato di un evento, non ancora disputato, quindi incerto, e l’agenzia di scommesse (ovvero la concessionaria del servizio di gioco e scommessa) si impegna a restituirgli tale somma, maggiorata di una percentuale previamente indicata, nel caso in cui, disputato l’evento, il risultato corrisponda a quello su cui il primo ha scommesso.

La scommessa, dunque, è un contratto aleatorio in quanto caratterizzato dall’incertezza circa il vantaggio o svantaggio economico che sarà conseguito, atteso che nel momento in cui il contratto è concluso né lo scommettitore né l’agenzia di scommesse sono a conoscenza del risultato dell’evento.

Ed infatti, la sua causa è rappresentata dall’alea che riguarda entrambe le parti e che consiste nella possibilità per il concessionario di trattenere il costo della giocata ovvero, viceversa, per lo scommettitore nella possibilità della vincita di una somma percentualmente maggiore della posta giocata, a seconda dell’esito dell’evento che, nella fattispecie, era una partita di calcio.

Pertanto, ai fini della validità del detto contratto, occorre la sussistenza di vantaggi e oneri proporzionali che gravino sinallagmaticamente su entrambe le parti e che l’aleatorietà venga valutata al momento della conclusione del contratto.

È principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità quello secondo cui: “Il contratto è aleatorio qualora, già al momento della sua conclusione, l’alea sia, per legge o per volontà delle parti, elemento essenziale del sinallagma” (cfr. Cass. 28.02.2013 n. 5050).

In altre parole, “nel contratto aleatorio è incerto – al momento della stipulazione – il rapporto fra il sacrificio e il vantaggio derivante dal negozio” (cfr. Cass.30/8/2004 n. 17399).

Ciò detto, la domanda proposta dal Omissis non può essere accolta.

Nel caso di specie, al momento in cui sono state effettuate le giocate mancava l’alea ovvero l’incertezza circa l’entità del vantaggio e, correlativamente, della perdita di ciascun contraente nella quale si concretizza l’alea, cioè il rischio del contratto aleatorio deve essere obiettivo e dipendere dal verificarsi o meno di un evento futuro dedotto quale fonte dell’alea, in caso contrario il contratto deve considerarsi nullo.

Invero, in data 9-10/12/2015, l’attore ha dedotto di avere effettuato, vincendole, cinque scommesse, aventi ad oggetto alcuni eventi calcistici del “Campeonato Invierno Banco Popular 2015” svoltosi in Costarica, presso il centro gestito dalla società No Zù Filippo che ha emesso i relativi biglietti; in particolare:

biglietto DD07DF0C0A16FE4DA005, dell’importo di € 99,00, giocato in data 9/12/2015 alle ore 23:58:36; biglietto DD07DF0C0A16FE4DBC05, dell’importo € 99,00, giocato in data 9/12/2015 alle ore 23:59:56; biglietto DD07DF0C0A16FE4CEF02, dell’importo di € 50,00, giocato in data 10/12/2015 alle ore 00:04:14; biglietto DD07DF0C0A16FE4A0601, dell’importo di € 50,00, giocato in data 10/12/2015 alle ore 00:04:19 e biglietto DD07DF0C0A16FE541A03, dell’importo di € 50,00, giocato in data 10/12/2015, alle ore 00:05:59; per una vincita complessiva pari ad € 23.229,36 (cfr. documentazione prodotta dall’attore il 27/07/2016).

La società Omissis ha documentato (cfr. Comunicazione del 7/12/2015 sul sito Ufficiale UNAFUT Calcio Costarica doc. n. 3) che le partite di calcio della giornata n. 22 del “Campeonato di Invierno Banco Popular 2015” sono iniziate alle ore 3:00 p.m. del giorno 9/12/2015 corrispondenti alle ore 22:00 in Italia, considerato che l’ora italiana si trova in avanti di sette ore rispetto a quella costaricana.

Trattandosi di partite di calcio, la cui durata dei tempi regolamentari è di circa 90 minuti ed ai quali devono sommarsi i 15 minuti di intervallo, le partite dovevano concludersi alle ore 23:45 ma, se si tiene conto del fatto che generalmente viene disposto qualche minuto di recupero, può affermarsi che le stesse non si sono protratte di certo oltre le ore 23:58 (ora della prima scommessa) del 09/12/2015, fuso orario italiano.

Anche il teste escusso nel corso del giudizio, sig. Omissis, il quale ha riferito: “…si trattava di giocate effettuate quando già la partite erano state giocate e concluse; conosco la circostanza in quanto sono il responsabile di prodotto delle scommesse sportive per Omissis ed esaminando le scommesse piazzate sull’evento riguardante il giorno 9 -10 dicembre 2015, ho constatato che le partite erano iniziate e concluse prima del piazzamento delle giocate effettuate dal sig. Omissis, tra gli altri. Il sistema di Omissis per un disguido non ha registrato la variazione oraria degli eventi sportivi, le partite sono iniziate alle 22:00 ora italiana. La Omissis non ha ricevuto la comunicazione dello spostamento di orario delle partite ma lo abbiamo appreso e verificato successivamente; quindi il centro scommesse ha continuato ad accettare le giocate” (cfr. verbale di udienza 04/04/2019).

Pertanto, allorquando l’attore, nella notte del 9 e 10 dicembre 2015, tra le ore 23:58:36 e le ore 00:05:59, ha scommesso sugli incontri di calcio, questi erano stati già disputati ed i relativi risultati erano già noti e facilmente reperibili tramite internet, di modo che non vi era alcun profilo di alea o rischio, elemento casuale del contratto di scommessa.

Né assume rilievo la generica contestazione effettuata da parte attrice circa il documento prodotto da Omissis attestante l’inizio dell’evento sportivo, essendo essa priva dei connotati di chiarezza e precisione.

Infatti, l’attore ha contestato che “…i documenti, scaricati da Internet (all. 3 e 4 della comparsa Omissis, non già documenti ufficiali, pertanto tali produzioni documentali non sono idonee a provare alcunchè…” (cfr. pag 2 memoria ex art. 183, sesto comma, n. 1 c.p.c.).

In tema di non contestazione, occorre ricordare innanzitutto che “L’onere di contestazione concerne le sole allegazioni in punto di fatto della controparte e non anche i documenti da essa prodotti, rispetto ai quali vi è soltanto l’onere di eventuale disconoscimento, nei casi e modi di cui all’art. 214 c.p.c. o di proporre – ove occorra – querela di falso, restando in ogni momento la loro significatività o valenza probatoria oggetto di discussione tra le parti e suscettibile di autonoma valutazione da parte del giudice” (cfr. Cass. 06/04/2016 n. 6606 e Cass. 21/06/2016 n. 12748).

In ogni caso, va rilevato che l’attore non ha mai contestato che l’inizio dell’incontro calcistico in questione, come si evince dalla predetta documentazione e confermato dal teste, sia stato anticipato ed abbia avuto luogo alle ore 22:00 ma si è limitato a sostenere soltanto che Omissis non ha provato l’orario di conclusione dell’evento.

Pertanto, applicando i consolidati principi su cui si fonda il disposto di cui all’art. 115 c.p.c. (cfr. Cass. 29/04/2020 n. 8376) parte attrice non ha offerto alcuna prova contraria alla prospettazione di Omissis, idonea a dimostrare un diverso orario di inizio e termine della partita di calcio in questione, prova, questa, di agevole reperimento (anche mediante una semplice ricerca sul web) ed incombente a suo carico.

L’attore ha sostenuto, ancora, che le sue argomentazioni risulterebbero avvalorate e supportate dalla pronuncia del Tribunale di Benevento (prodotta da Omissis) nella quale si afferma che le partite di calcio hanno avuto inizio alle 23:00 ora italiana. Questi, però, omette di dire che nella sentenza viene affermato: ”Parte resistente ha documentato che tali incontri sono iniziati alle ore 3 p.m. del giorno 9/12/2015 corrispondenti alle ore 23 in Italia…”. Appare evidente che l’indicazione delle ore “23:00” (invece che 22:00) in Italia è frutto di un refuso se si considera che l’ora italiana si trova in avanti di sette ore rispetto a quella costaricana.

Così stando le cose, può ritenersi provato che nel momento in cui il Omissis ha effettuato le giocate, l’incontro di calcio su cui egli è andato a scommettere era già stato disputato ed il relativo risultato era già noto e, dunque, non sussisteva alcun profilo di rischio od incertezza integrante l’elemento casuale del contratto di scommessa.

Alla luce delle superiori considerazioni, pertanto, va dichiarata l’eccepita nullità dei contratti di scommessa per difetto di causa e la domanda attrice di condanna al pagamento della somma di € 23.229,36 quale vincita di gioco, oltre al risarcimento del danno contrattuale, non può che essere rigettata.

Va accolta, invece, la domanda di restituzione della posta giocata tenuto conto di quanto dispone l’art. 7 del DM n. 111/2006, che disciplina le scommesse a quota fissa su eventi sportivi, il quale statuisce espressamente che: “Il partecipante ha diritto al rimborso…c) relativamente alle scommesse su avvenimenti sportivi, in caso di mancata chiusura dell’accettazione delle scommesse per l’anticipazione dell’orario di inizio degli avvenimenti oggetto di scommessa”.

Il mancato accoglimento delle richieste di parte attrice determina l’assorbimento delle ulteriori domande ed eccezioni.

In ultimo, si reputano sussistenti i presupposti di cui all’art. 92, secondo comma, c.p.c., per disporre l’integrale compensazione delle spese di lite nei rapporti tra tutte le parti, considerato che Omissis con il proprio comportamento negligente non ha precluso la possibilità di effettuare scommesse su eventi già disputati e tenuto conto dell’accoglimento della domanda subordinata avanzata dall’attore.

…Omissis…