Novità sulla normativa fiscale del commercio elettronico

di Paola Milioto -

Il Consiglio dei Ministri riunitosi lo scorso 26 febbraio ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione (i) della direttiva 2017/2455/UE, che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni; e (ii) della direttiva 2019/1995/UE, che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le disposizioni relative alle vendite a distanza di beni e a talune cessioni nazionali di beni. Entrambe le direttive fanno parte del c.d. pacchetto e-commerce e hanno apportato modifiche al precedente impianto normativo con l’intento di semplificare gli obblighi IVA delle imprese impegnate nell‘e-commerce transfrontaliero e che effettuano vendite online unionali.

Save the date: il suddetto decreto legislativo – data originariamente fissata al 1° gennaio 2021, ma posticipata in risposta alla pandemia di COVID-19 – entrerà in vigore il 1° luglio 2021. Tuttavia, il Regolamento 2026/2019/UE ha previsto che gli Stati membri possano autorizzare i soggetti passivi IVA e i relativi intermediari a registrarsi ai nuovi regimi già nei tre mesi precedenti, in modo che questi possano effettivamente operare dal prossimo 1° luglio. Normalmente, infatti, la registrazione ai regimi OSS (Sportello Unico) e IOSS (Sportelo Unico per le importazioni) – che verranno specificati meglio infra – ha effetto dal primo giorno del trimestre successivo alla comunicazione. Sulla base di questa indicazione, con un comunicato stampa del MEF, pubblicato in data 29 marzo 2021, è stato reso noto che già a partire dal 1° aprile 2021 sarà possibile registrarsi ai nuovi regimi opzionali OSS e IOSS.

Tornando al contenuto delle direttive oggetto di attuazione (direttive n. 2017/2455/UE e n. 2019/1995/UE), come affermato dal MEF, la necessità di modificare le precedenti direttive del 2006 e del 2009 “è emersa alla luce dei cambiamenti tecnologici hanno portato a una crescita considerevole del commercio elettronico e delle vendite a distanza di beni, con le conseguenti esigenze di ridurre al minimo gli oneri gravanti sulle imprese di ridotte dimensioni e di proteggere, al contempo, il gettito fiscale degli Stati membri”.

Come chiarito dal Dipartimento per le Politiche Europee, tra le novità più rilevanti, il testo introduce la riduzione degli adempimenti per le microimprese di uno Stato membro che effettuano prestazioni occasionali o vendite a distanza in altri Stati membri entro la soglia dei 10 mila euro. Si stabilisce in particolare che la prestazione IVA resti imponibile nello Stato di appartenenza (del prestatore-cedente) e non più in quello di destinazione. Tale soglia, già applicata dal 1° gennaio 2019 ai servizi TTE (servizi di telecomunicazione, di tele- radiodiffusione ed elettronici), a partire dal 1° luglio 2021, comprenderà anche le vendite a distanza intracomunitarie di beni. Al fine di assicurare la riscossione effettiva dell’IVA sul commercio elettronico e di ridurre l’onere amministrativo per i venditori e i consumatori, inoltre, si prevede, a determinate condizioni, il coinvolgimento nella riscossione dell’IVA dei soggetti (che assumono il ruolo di rivenditori) che, attraverso le “piattaforme elettroniche”, facilitano le vendite a distanza intracomunitarie da parte di soggetti non stabiliti nell’UE.

Il MEF ha specificato come l’intervento normativo riguarderà alcune operazioni, quali: le vendite a distanza intracomunitarie di beni; le vendite a distanza di merci importate da territori terzi o Paesi terzi; le cessioni domestiche di beni facilitate tramite l’uso di piattaforme elettroniche; le forniture di servizi a persone che non sono soggetti passivi IVA, da parte di operatori economici UE e non UE.

Inoltre, tra le altre misure previste, sempre a decorrere dal 1° luglio 2021: (i) le imprese potranno optare per la procedura semplificata MOSS (Mini Sportello Unico), che permetterà al cedente di non identificarsi nei singoli paesi dell’acquirente in caso di superamento soglia – si mira ad evitare che tale procedura sia riservata ai soli servizi TTE verso consumatori finali (telecomunicazione, tele-radio diffusione e elettronici), auspicando che la stessa diventi  regime  OSS e sia   esteso a tutti i servi B2C e alle vendite a distanza intracomunitarie; (ii) è stato istituito un regime analogo, IOSS, parimenti opzionale, per le vendite a distanza di beni importati da territori terzi o Paesi terzi ed è stato introdotto un regime speciale, facoltativo,  per la dichiarazione e riscossione dell’IVA all’importazione  nei casi in cui non sia applicato il regime IOSS; (iii) è stata eliminata l’attuale franchigia IVA sulle importazioni di beni ceduti sulle piattaforme di e-commerce indiretto, e, contestualmente, è stato introdotto un nuovo regime IVA di importazione; (iv) per evitare distorsioni della concorrenza tra fornitori UE ed extra-UE è stata abrogata l’esenzione dall’IVA per le piccole spedizioni di cui alla Direttiva 2009/132/CE; (v) infine, è stata prevista la responsabilità IVA per i marketplace (Amazon, e-Bay, ecc.) su importazione di beni oggetto di commercio elettronico (art. 2-bis dpr 633/72).