News Legal – Tech 

di Alessandro Campara

 

 

La startup inglese di document automation Legislate ha ottenuto il brevetto per il mercato USA

La startup legal tech britannica Legislate, con sede ad Oxford, che offre servizi di generazione automatica e gestione di documenti e atti legali, ha ottenuto un secondo brevetto negli Stati Uniti in relazione all’attività di “semantic document generation”. Questo brevetto si riferisce in particolare alla possibilità di redigere automaticamente un documento legale (per esempio un contratto) partendo da un insieme di metadati che vengono elaborati ad un algoritmo. Più in particolare, il sistema fa uso dei c.d. “knowledge graphs” (ovvero reti di entità del mondo reale, come oggetti, eventi, situazioni o concetti, comprensive delle relazioni tra di esse) per acquisire le informazioni necessarie al fine di generare un documento legale. Per fare un esempio, attraverso l’analisi dei knowledge graphs, Legislate è in grado di fornire risposte utili alla compliance aziendale, ad esempio può rispondere istantaneamente a domande del tipo “A quanti dipendenti con un incarico superiore a tre anni spetta un preavviso di licenziamento di almeno 30 giorni?”. Secondo gli sviluppatori, il tool consentirà anche agli utenti non-avvocati di poter generare automaticamente semplici documenti legali senza la necessità di servirsi di un legale e con un dispendio minimo di risorse.

Fonte: https://www.artificiallawyer.com/2022/07/29/legislate-granted-us-patent-for-semantic-document-generation/.

https://www.legislate.tech.

La tech company SixFifty sviluppa un nuovo tool per la compliance privacy di tutti gli Stati USA

SixFifty, la tech company “filiale” dello studio legale Wilson Sonsini Goodrich & Rosati, ha lanciato un nuovo tool per aiutare le società a conformarsi all’intricato mosaico della normativa privacy dei vari Stati americani e federale, automatizzando la creazione di documenti privacy. Infatti, già cinque Stati hanno approvato una normativa privacy strutturata e in gran parte armonizzata e si pensa che anche altri adotteranno soluzioni simili nel prossimo futuro. Nel frattempo, comunque attraverso il nuovo tool di SixFifty, l’utente può generare automaticamente e in completa autonomia un intero pacchetto di documenti privacy personalizzati conformi ai requisiti della normativa statale di riferimento. I documenti comprendono in particolare una privacy policy e una nota sulla privacy da inserire nel sito web. Il tool non si limita però solamente a generare documenti privacy; infatti, è in grado di tenere traccia delle eventuali nuove leggi entrate in vigore e di aggiornare di conseguenza i documenti generati, adeguandoli alla nuova disciplina.

Fonte: https://www.lawnext.com/2022/07/new-sixfifty-product-automates-compliance-with-all-state-data-privacy-laws.html.

https://www.sixfifty.com.

La High Court of England and Wales ha autorizzato la notifica di provvedimenti giudiziari sotto forma di token NFT

Nella sentenza pubblicata il 12 luglio, la High Court of England and Wales ha concesso la notifica del provvedimento tramite il trasferimento di un token NFT caricato su una blockchain, nell’ambito del processo causa D’Aloia vs. Binance Holdings e altri. Infatti, era necessario notificare il provvedimento a due soggetti sconosciuti, di cui era noto solamente l’indirizzo del wallet. Sebbene negli ultimi anni la digitalizzazione del sistema giudiziario inglese abbia subito una decisa accelerazione, i metodi di notifica di atti e provvedimenti giudiziari consentiti dalla Rule 6 del CPR rimangono la notifica di persona, la posta ordinaria, il fax o altri mezzi di comunicazione elettronica. Se una parte desidera che la notifica sia effettuata con altri mezzi, può fare istanza alla corte affinché questa autorizzi un metodo di notificazione alternativo sulla base di buone ragioni, com’è avvenuto in questo caso. L’autorizzazione alla notifica tramite token NFT è degna di nota per due ragioni: la prima è che la corte ha concesso alla parte attrice di notificare il procedimento tramite NFT ai due wallet in cui aveva inizialmente depositato la criptovaluta, la seconda è che la stessa corte ha riconosciuto che i cinque convenuti collegati all’exchange di criptovalute detengono la criptovaluta di proprietà del sig. D’Aloia in qualità di fiduciari. Il caso potrebbe dunque costituire un solido precedente per aprire alla possibilità che il metodo di notificazione dei provvedimenti giudiziari tramite blockchain e token NFT diventi la norma a scapito dei metodi convenzionali, con tutti i vantaggi dell’immutabilità e della possibilità di verifica che questi nuovi strumenti digitali offrono.

Fonte: https://legaltechnology.com/2022/07/12/uk-high-court-allows-service-of-legal-documents-by-nft-in-ground-breaking-new-order/.

Nasce LexCapital, la start up legal tech specializzata in litigation funding e giustizia predittiva

Non è raro che, date le ben note ed evidenti manchevolezze ed inefficienze del sistema giudiziario italiano, molte aziende rinuncino a tutelare in giudizio i loro interessi, nel timore di rimanere impantanate in lunghi e costosi procedimenti, spesso dall’esito incerto. Per questo motivo, anche nel nostro Paese, sull’onda dell’esperienza dei paesi di common law, stanno iniziando a diffondersi società che offrono servizi di “litigation funding”, traducibile come “finanziamento del contenzioso”, ovvero servizi innovativi con cui una parte terza acquista il diritto oggetto del contendere e mette le proprie risorse finanziarie e la propria rete di legali e consulenti specializzati a disposizione di chi vuole tutelare tale diritto in sede legale, per poi dividerne gli eventuali proventi, in caso di esito positivo della controversia ed assumendosi anche ogni rischio e costo dell’eventuale soccombenza. Fondata da Emilio Campanile, Marcello Gallo, Maurizio Santacroce e da Giuseppe Farchione, che ne è COO, LexCapital si occupa proprio di questo, prendendo in carico la gestione del procedimento giudiziario, sgravando così la parte in causa dagli oneri e costi connessi e consentendole in tal modo di investire le proprie risorse in attività più proficue e redditizie. Il carattere “tech” della startup risiede nel fatto che è stato sviluppato un algoritmo (denominato “LexCapital Litigation Assessment” o “LLA”) grazie al quale LexCapital sceglie su quali casi investire. L’algoritmo, infatti, fa una selezione basandosi su un modello statistico-matematico e permette di valutare in anticipo l’opportunità dell’investimento prendendo in considerazione diversi parametri, come la solvibilità del soggetto convenuto, la valutazione della probabilità di esito favorevole del giudizio e la stima dei possibili proventi. Un vero e proprio tool di quella che viene comunemente denominata “giustizia predittiva”.

Fonte: https://www.lamiafinanza.it/2022/07/nasce-lexcapital-la-start-up-legal-tech-specializzata-in-litigation-funding-e-giustizia-predittiva/.