L’Agcm sanziona Facebook per la mancata informazione degli utenti circa la commercializzazione dei loro dati personali

di Carmen Iorio -

 

Con provvedimento del 9.2.2021, l’AGCM ha giudicato scorretta la condotta dei gestori di Facebook. In particolare, con delibera del novembre 2018, le società riconducibili al noto social network venivano tacciate di aver posto in essere un’attività commerciale scorretta e non aver adeguatamente informato i propri utenti circa la commercializzazione dei dati personali raccolti, atteso che, dietro l’enfatizzazione della gratuità del servizio offerto, si nascondeva, invero, un’attività, non accessoria, di commercializzazione dei dati per finalità remunerative. Per tali ragioni, l’AGCM aveva disposto a carico del social network un ordine di rettifica delle informazioni fornite sul proprio sito e quest’ultimo, ritenendo di ottemperare adeguatamente, aveva provveduto a sostituire alla frase “è gratis e lo sarà per sempre” con la dicitura “è veloce e semplice”. Ciononostante, l’AGCM, con provvedimento del 9.2.2021, ha sanzionato le società riconducibili a Facebook per mancata ottemperanza al provvedimento del 2018, confermando la scorrettezza delle pratiche e l’inefficienza delle misure adottate per mancanza di chiarezza dell’informazione fornita ai consumatori. A parere dell’Autorità, infatti, la rimozione del richiamo alla gratuità non consente comunque di percepire con immediatezza la commercializzazione da parte del social network dei dati personali degli utenti e del loro valore economico e, di conseguenza, nega agli stessi di effettuare scelte consapevoli. Peraltro, la “patrimonializzazione” dei dati rappresenta attività centrale e necessaria, quale corrispettivo dei servizi resi da Facebook e, dunque, nemmeno il mero richiamo a link informativi può ritenersi informativa sufficiente.