La Nuova Strategia per un Internet Migliore per i Ragazzi (BIK+ – Better Internet for Kids). La pubblicità online e i principi chiave per la tutela dei minori

di   Francesco Sibilla e Leonardo Acquafondata -

 

 

Quella delle pubblicità online è una giungla in cui è quasi scontato che un bambino si perda; se, come l’esperienza ci insegna, anche per gli adulti è facile cadere preda dell’online advertising indiscriminato, per i giovanissimi questo rischio è elevato a potenza.

I minori, infatti, hanno rispetto agli adulti delle vulnerabilità specifiche alla loro fascia d’età che li rendono maggiormemnte esposti a pratiche commerciali scorrette, soprattutto nel mercato digitale. Se è, infatti, vero che già dai cinque anni d’età un bambino è in grado di comprendere e riconoscere un’inserzione pubblicitaria, è altrattanto vero che la sua resistenza alle pratiche più aggressive è molto più ridotta rispetto alle fasce d’età più avanzate, anche per le dinamiche di competizione che è normale si instaurino tra i più piccoli.

Il problema delle pratiche commerciali scorrette nel mercato digitale, con specifico riferimento all’online gaming, il settore di gran lunga più frequentato da giovani e giovanissimi, è un tema dalle numerose sfaccettature, declinandosi in questioni come quella dell’identificazione degli utenti minorenni, dei giochi spacciati come gratuti e che, invece, prevedono degli acquisti in-app per poter proseguire nel gioco e il correlato tema dell’eccessiva facilità con cui gli acquisti in-app possono essere portati a termine da un bimbo che, per sua natura, non ha il senso del denaro. Il quadro è completato dal problema amplificato dovuto alla pubblicità finalizzata non ad ottenere denaro (effetto che può essere scongiurato dall’apposizione di sistemi di filtro e controllo) ma, bensì, i dati personali dell’utente minorenne.

La questione è emblematicamente riassunta dal Considerando 38 del GDPR che recita: ““I minori meritano una specifica protezione relativamente ai loro dati personali, in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze e delle misure di salvaguardia interessate nonché dei loro diritti in relazione al trattamento dei dati personali. Tale specifica protezione dovrebbe, in particolare, riguardare l’utilizzo dei dati personali dei minori a fini di marketing o di creazione di profili di personalità o di utente e la raccolta di dati personali relativi ai minori all’atto dell’utilizzo di servizi forniti direttamente a un minore.”

Con l’obiettivo di far fronte al problematico quadro appena delineato, l’Unione Europea ha elaborato una Nuova Strategia per un Internet Migliore per i Ragazzi (BIK+ – Better Internet for Kids), con l’obiettivo precipuo di adeguare i servizi deigitali in funzione dell’età del soggetto e di garantire che tutti i minori siano protetti, autonomi, responsabili e rispettati online.

Questo studio è stato realizzato, su iniziativa della Commissione, da un gruppo di volontari appartenenti alle Autorità Europee per la Privacy col supporto del Gruppo Europeo dei Garanti e ha portato alla definizione di cinque principi chiave di correttezza nella pubblicità rivolta ai bambini, i principi sono riassumibili come segue:

  • Necessità di tener conto della maggior vulnerabilità dei bambini nella progettazione di una campagna pubblicitaria che potrebbe essere vista da bambini;
  • Divieto di sfruttare la particolare vulnerabilità e credulità dei minori da parte dei fornitori di servizi e contenuti digitali;
  • Obbligo di indicare in modo chiaro e a loro comprensibile la finalità di marketing quando l’annuncio è rivolto a bambini o è probabile che sia visto da loro;
  • Divieto di rendere i bambini destinatari di annunci tailor-made o sollecitarli all’acquisto di contenuti in-app; divieto di sponsorizzare un gioco come gratuito se questo richiede acquisti in-app o in-game ai fini di un’esperienza d’uso soddisfacente.
  • Divieto di profilazione dei bambini per scopi pubblicitari.

Con i principi appena delineati l’Unione Europea impone, a chi crea pubblicità destinata al mercato digitale, di adottare particolare cautela ogni volta che la sua pubblicità sia indirizzata a minori o, addirittura, quando è comunque probabile che vi siano esposti, così da prevenire facili giustificazioni da parte degli advertisers.

L’implementazione di queste strategie, nonché il delicato bilanciamento degli interessi in gioco, è di sicura difficoltà, ma quello della tutela online del minore è un principio fondamentale al quale non è possibile rinunciare.