La conclusione dei contratti online: legal design e clausole vessatorie.

di Livia Aulino -

Il principio di libertà delle forme nella conclusione del contratto trova la sua massima espressione nella modalità di conclusione dei contratti online cd. point and click; tale comportamento concludente, sempre più diffuso, consiste nello spuntare una casella come approvazione delle condizioni contrattuale

Il nostro ordinamento, per garantire la validità di clausole vessatorie – eventualmente presenti nel contratto – prevede come necessaria, una specifica approvazione per iscritto in mancanza della quale le clausole non hanno effetto. Ciò in quanto, tali clausole comportano una sproporzione di diritti ed obblighi a carico di chi sottoscrive il contratto ed un vantaggio nei confronti di chi lo ha predisposto.

Per tale ragione, nella prassi del commercio elettronico si è diffusa la tecnica del doppio e separato click, con cui l’utente dapprima approva le condizioni del contratto e poi separatamente le clausole vessatorie.

Attualmente, l’art. 21, 2° co., del codice dell’amministrazione digitale (CAD)[1] – agevolando considerevolmente gli operatori di e-commerce – ammette qualsiasi firma elettronica, per l’approvazione delle clausole vessatorie; pertanto la modalità point and click, soprattutto nella versione del doppio click separato, potrebbe essere considerata idonea a soddisfare pienamente il requisito della doppia sottoscrizione e forma scritta.

In tale contesto, si rileva l’importanza del legal design, una metodologia che punta alla realizzazione di una corretta ed efficace visualizzazione di un contenuto legale, favorendone la comunicazione e la comprensione attraverso l’uso di elementi testuali e para-testuali, oltre che della informations visualization.

Il Legal Design è l’applicazione dello human- centred design al mondo del diritto, al fine di creare sistemi e servizi legali più immediati per l’utente, utilizzabili e appaganti[2].

Applicando tale metodologia ai contratti online – e quindi attraverso sintesi grafiche, infografiche, mappe e strumenti interattivi – si evidenzierebbero adeguatamente le singole clausole vessatorie nonché la forma con cui ne viene richiesta l’accettazione garantendo una maggiore consapevolezza – e quindi tutela – dell’utente, contraente debole, nell’accettazione del contratto.

L’importanza del tema, le cui origini sono americane, si sta affermando anche nella dottrina accademica italiana; infatti, è già stato affrontato nel seminario “TatoDPR Conference. The role of DPAs and the interaction between Privacy e Legal design” [3], organizzato in data 11.12.2018 dal centro di ricerca ReCEPL dell’Università Suor Orsola Benincasa[4] e recentemente nel ciclo di incontri “Legal design, legal informatics, contratti e copyright” tenutosi presso l’Università degli Studi di Milano, dipartimento di scienze giuridiche “Cesare Beccaria”[5].

[1] Art. 21 del D. Lgs. n. 82/2005 e s.m.i: “Il documento informatico, sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica qualificata, ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del codice civile. L’utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria”.

[2] La nozione di legal design è stata coniata da Margaret Hagan, fellow alla Stanford University ed esperta di design legale e della comunicazione; Hagan ritiene che sia necessario “to make law more accessible, useful & engaging. Cfr. M. Hagan, ‘Law by Design’ (Retrieved March 2018), in www.lawbydesign.co/en/home

[3] Il seminario è stato coordinato dalle prof.sse Lucilla Gatt ed Ilaria Amelia Caggiano, dell’Università Suor Orsola di Napoli. Cfr. https://www.unisob.na.it/eventi/pdf/20181211.pdf

[4] Il centro di ricerca ReCEPL (Research Centre of European Private Law) dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli è diretto dalla prof.ssa Lucilla Gatt e sviluppa itinerari di ricerca sul rapporto tra diritto e nuove tecnologie. Cfr. https://www.unisob.na.it/ateneo/c008.htm?vr=1

[5] I seminari “Legal Tech and Legal Design Seminars” sono stati coordinati dal prof. Giovanni Ziccardi. http://www.beccaria.unimi.it/ecm/home/aggiornamenti-e-archivi/tutte-le-notizie/content/legal-tech-and-legal-design-seminars.0000.UNIMIDIRE-81839