La Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dichiara vessatorie alcune clausole contenute nelle “Condizioni di Servizio” per gli utenti di TikTok

di  Ciro Maria Ruocco -

 

 

Con ilProvvedimento Garante’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sancito la vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni di servizio del noto social network TikTok per gli utenti residenti all’interno dello Spazio economico europeo (SEE), Svizzera e Regno Unito. Hanno costituito oggetto di valutazione le clausole riguardanti le modifiche unilaterali delle condizioni e dei servizi, la risoluzione del contratto, le rinunce degli utenti ai diritti sui contenuti pubblicati sulla piattaforma, le limitazioni e le esclusioni di garanzie, la responsabilità a favore della società, la legge applicabile e il foro competente e sono state giudicate vessatorie, ai sensi della disciplina di cui agli artt. 33 e ss. Codice del Consumo, nella misura in cui “determinano a carico dei consumatori un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi contrattuali e utilizzano una formulazione ambigua e di difficile comprensione per i consumatori”.

Nello dettaglio, la clausola inerente la possibilità di modificare condizioni e servizi e di risolvere il contratto in maniera unilaterale è stata giudicata vessatoria, in quanto non indica le specifiche motivazioni per cui la Piattaforma può apportare dette modifiche; quella relativa ai contenuti caricati dall’utente sulla Piattaforma, perché impone rinunce eccessivamente ampie, tali da includere anche diritti personali e morali d’autore e da richiedere ai consumatori di “garantire” l’assenza di pretese economiche di terzi; quella sulla responsabilità della società, sull’assunto che sono formulate in modalità ambigua e contradditoria, declinando gran parte delle responsabilità derivanti dall’esecuzione del contratto, incluse quelle conseguenti all’inadempimento di TikTok e prevedendo anche un limite risarcitorio assolutamente inadeguato a fronte del rilevante valore economico dei dati personali e dei contenuti forniti dall’utente.

L’Autorità, sulla scorta di tali considerazioni, ha deliberato, ex art. 37 bis del Codice del Consumo, la vessatorietà delle clausole summenzionate, dando, tuttavia, atto dell’atteggiamento collaborativo della società che ha presentato una nuova versione delle stesse, idonea a risolvere i profili di vessatorietà contestati, attesa la maggiore chiarezza e sinteticità rispetto a quelle precedenti.