Inibitoria di opera in violazione del diritto d’autore e copie in vendita su Amazon ed eBay [Tribunale di Torino 25 luglio 2019 n. 3736]

di Marcello Stella -

TRIBUNALE DI TORINO, sez. spec. imprese; sentenza 25 luglio 2019 n. 3736; Giud. La Manna; A.C. (Avv. De Caterina, Lombardi) c. G.V.G. (Avv. Vaccaneo) e altro.

Il mero rinvenimento di copie dell’opera inibita presso librerie e piattaforme di vendita online non assurge di per sé a violazione dell’ordine inibitorio, in difetto di prova che l’offerta al pubblico sia successiva alla pronuncia della inibitoria.
…Omissis…
Con atto di citazione ritualmente notificato C.A. conveniva in giudizio G.G.V. e la E. Edizioni Srl in liquidazione riferendo di avere convenuto nell’anno 2012 avanti al Tribunale di Torino gli attuali convenuti lamentando la violazione del diritto d’autore in relazione all’utilizzo da parte della G., per una sua pubblicazione, del titolo “Di che sogno sei?”, analogo a quello di un libro precedentemente pubblicato dal C.; che con sentenza 4674/2015 il Tribunale accertava la violazione del diritto d’autore lamentata dall’attore e inibiva ai convenuti l’ulteriore utilizzo del titolo “Di che sogno sei?”, fissando per il caso di violazione dell’inibitoria la somma di € 500,00 per ogni opera pubblicata o offerta al pubblico successivamente alla data di pubblicazione della sentenza; che nonostante l’inibitoria i convenuti hanno continuato a mettere in vendita l’opera della G. o, comunque, non hanno adottato alcuna adeguata iniziativa volta ad impedire ulteriori vendite del libro in questione per cui lo stesso continua a circolare per le librerie del nord Italia; che in data 24 settembre 2015 venivano poste in vendita dalla piattaforma Amazon 5 copie del libro in questione e una copia tramite Ebay; che in data 2 ottobre 2015 venivano poste in vendita altre 5 copie dalla libreria Bortoloso in Schio; che il 29 ottobre 2015 veniva venduta un’altra copia del libro presso la libreria Il Giardino dei Libri sita in Bellaria; che in data 13 aprile 2016 veniva venduta una ulteriore copia dalla libreria Marco librarsi in Cesena e in data 24 maggio 2016 una copia presso la libreria Idrusa in Alessano; che in totale sono state poste in vendita 14 copie del libro della G. a partire dal 29 settembre 2015; che l’importo dovuto, pertanto, in base alla sentenza è di € 7000,00. Concludeva, pertanto, chiedendo la condanna delle convenute al pagamento della somma indicata.
Si costituivano le convenute contestando la pretesa avversaria e chiedendo il rigetto della domanda proposta. In via subordinata parte convenuta G. chiedeva di essere manlevata per il caso di condanna dalla convenuta Espress Edizioni srl in Liquidazione.
La domanda proposta è infondata e deve essere respinta.
Afferma parte attrice che le convenute avrebbero violato l’inibitoria stabilita dal Tribunale di Torino con la sentenza 4674/2015 essendo successivamente alla stessa sentenza, state reperite in commercio 14 copie del libro della G. in relazione al quale era stata disposta l’inibitoria stessa.
E’ necessario in merito rilevare che la sentenza la cui violazione è in questa sede lamentata dalla parte attrice stabilisce l’inibitoria per l’ulteriore utilizzo del titolo “Di che sogno sei?”, accertato che tale ulteriore utilizzo costituisce violazione del diritto d’autore spettante all’attore.
In merito all’utilizzo pregresso la stessa pronuncia ha rigettato la domanda che era stata formulata di sequestro delle copie in circolazione non ritenendone sussistenti i presupposti secondo quanto previsto dall’art. 158 LA.
La penale di € 500,00 per ogni opera pubblicata o offerta al pubblico è stata prevista, quindi, per le violazioni successive alla data di pubblicazione della sentenza.
Parte attrice afferma di avere reperito in commercio, dopo la pubblicazione della sentenza, 14 copie dell’opera in questione e desume da tale circostanza l’intervenuta violazione del divieto posto dalla citata sentenza.
Rileva il Collegio che il mero fatto dell’avvenuto reperimento di alcune copie dell’opera della convenuta G. per cui è causa in vendita successivamente alla sentenza non costituisce prova dell’avvenuta violazione da parte dei convenuti dell’inibitoria stabilita e non è, pertanto, di per sé sufficiente a fare ravvisare i presupposti per l’applicazione della sanzione stabilita.
Non essendo, infatti, stata prevista alcuna misura per le opere già in commercio al momento della sentenza parte attrice avrebbe dovuto fornire la prova del fatto che le opere rinvenute sono state oggetto di pubblicazione e divulgazione da parte delle parti convenute successivamente alla sentenza stessa. Tale prova non è stata fornita sì che, come eccepito dalle parti convenute, le stesse opere rinvenute ben potrebbero essere opere già in commercio al momento della sentenza citata ed in relazione alle quali nessun provvedimento è stato adottato e nessuna sanzione è, pertanto, applicabile.
La domanda di parte attrice non può, pertanto, trovare accoglimento.
…Omissis…
P.Q.M.
Respinge la domanda proposta da parte attrice
…Omissis….