Il nuovo regolamento europeo sui crypto assets

di Giovanni Di Stefano e Emiliano Guerreschi

Il Market in Crypto Assets Regulations (MiCAR), approvato dal Parlamento europeo lo scorso 20 aprile, è stato approvato dal Consiglio UE il 16 maggio. La sua entrata in vigore è, invece, programmata per il mese di luglio 2023 in tutti i paesi dell’Unione europea.

Il regolamento troverà applicazione in relazione ai c.d. crypto-asset, ossia le “rappresentazioni digitali di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.[1]

Il MiCAR prevede una tripartizione di tali crypto-asset: (i) electronic money token (EMT); (ii) asset referenced token (ART); (iii) utility token.

Gli EMT possono alternativamente fungere da moneta oppure essere utilizzati per pagamenti programmabili. Il loro valore viene stabilizzato facendo riferimento ad una sola valuta ufficiale.

In ragione di ciò, gli EMT si differenziano dagli ART che, invece, mantengono un valore stabile nel tempo poiché fanno riferimento a molteplici valute ufficiali. A quest’ultima categoria appartengono tutti quei crypto-asset il cui valore sia sostenuto da attività.

Infine, il terzo tipo è identificato negli utility token che forniscono l’accesso digitale ad un bene o servizio utilizzabile mediante Distributed Ledgers Technology (DLT).

Il regolamento non trova però applicazione per i Non Fungible Token (NFT); il considerando 15 sottolinea l’inapplicabilità dello stesso alle monete uniche e non fungibili. Infatti, gli NFT non possono essere facilmente scambiati, non essendo il loro valore agevolmente accertabile mediante un confronto con un asset equivalente.

Il MiCA si applicherà a tutti i soggetti coinvolti nell’emissione e/o fornitura di servizi di crypto-asset (p.e. servizi di exchange o wallet) all’interno dell’Unione europea; all’articolo 2 sono previsti una serie di soggetti esclusi dalla sua applicazione, per esempio la BCE e le Banche Centrali nazionali degli Stati membri ove le stesse agiscano in veste di autorità monetarie o altre autorità pubbliche.

L’obiettivo del regolamento è riuscire ad uniformare la disciplina riguardante: (i) la trasparenza nell’emissione e negoziazione di crypto-asset; (ii) l’autorizzazione e la vigilanza dei fornitori di servizi di cripto-attività; (iii) la gestione, l’organizzazione e la governance degli emittenti di token collegati (iv); la protezione dei consumatori per l’emissione, custodia, negoziazione e scambio di crypto-asset; (v) la prevenzione degli abusi di mercato.

Il primo scopo prevede il perseguimento del principio di trasparenza ed è una grande novità nel mondo delle criptovalute. Per permettere la realizzazione di questo principio viene predisposta come condizione necessaria all’emissione di crypto-asset la redazione di un white paper. Esso deve contenere gli elementi relativi: al progetto, all’emittente, ai diritti e agli obblighi connessi alle cripto-attività e alla tecnologia sottostante utilizzata per tali attività e ai relativi rischi.

Inoltre, ogni sua modifica deve essere comunicata ai consumatori a cui è concesso il diritto di recesso entro 14 giorni dall’acquisto del crypto-asset. Infine, per permettere la realizzazione del principio di trasparenza, al titolo V del regolamento è attribuito all’ Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) il compito di predisporre un registro. Quest’ultimo deve contenere le informazioni attinenti ai fornitori di servizi per le cripto-attività e ai White Paper notificati alle autorità competenti.

In conclusione, per disciplinare il trasferimento delle cripto-attività la Commissione europea ha optato per un regolamento a sé stante. Di pari passo alla MiCA si sta verificando anche l’approvazione del Transfer Fund Regulation (TFR) che ha l’obiettivo di tracciare i trasferimenti di crypto-asset per prevenire il riciclaggio di denaro.

Le istituzioni europee stanno quindi cercando di regolamentare il mondo dei crypto-asset e favorire il contrasto al riciclaggio di capitali, divenendo di conseguenza fondamentale coordinamento di MiCA e TFR a livello nazione ed europeo.

[1] Art. 3, Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai mercati delle cripto-attività e che modifica la Direttiva (UE) 2019/1937, 24 settembre 2020.