Il digital services act e le nuove regole ue per servizi e piattaforme online

di Giovanni Di Stefano e Francesco Sibilla -

 

Il Parlamento e il Consiglio UE hanno recentemente raggiunto un accordo in merito al Digital Service Act (DSA), così come proposto dalla Commissione europea nel dicembre del 2020.

Seppur l’iter legislativo non sia completato, questa intesa rappresenta per l’Unione Europea un importante passo avanti nell’innovazione del settore digitale, il quale appariva ancora largamente ancorato a regole del passato, non idonee a rispondere alle nuove esigenze del mercato. Il framework normativo di riferimento, infatti, è il medesimo adottato nei primi anni del ventunesimo secolo con la Direttiva 2000/31/CE.

La Commissione europea, in un mercato tecnologicamente sempre più avanzato e complesso, ha così deciso di rinnovare la disciplina inerente alle piattaforme e ai servizi digitali, in modo tale che questa non fosse più incentrata esclusivamente sull’autoregolamentazione, realizzata attraverso la predisposizione unilaterale di termini e condizioni di utilizzo dei servizi offerti.

La proposta del DSA è, quindi, la sublimazione di tale progetto che diventa così uno dei nuovi pilastri della regolamentazione digitale europea, centrale nella realizzazione di un mercato unico efficiente in grado di garantire un’efficacie protezione dei diritti degli utenti.

Tuttavia, l’approvazione del DSA determina irrimediabilmente delle questioni non irrilevanti per le big tech e, più in generale, per tutti gli intermediari online a cui questa legge si rivolge. Ogni nuova tutela prevista, infatti, sia essa un diritto al risarcimento per violazione dell’obbligo di diligenza che un diritto a ricevere un’informazione più dettagliata, determina oneri in capo ai titolari delle piattaforme online, i quali si troveranno a dover riorganizzare la loro attività. Gli obblighi imposti dal DSA sono, infatti, proporzionati alla natura e alla portata di ciascun intermediario.

In particolare, la violazione dei nuovi obblighi previsti dal DSA comporterà l’applicazione, da parte della Commissione, di sanzioni fino al 6% del fatturato globale. A tale previsione, inoltre, si aggiunge la possibilità che venga imposta anche la temporanea sospensione dei servizi offerti, qualora fosse accertata la reiterazione della condotta vietata.

La combinazione di una serie di norme particolarmente vincolanti a cui doversi adeguare, da un lato, e un severo impianto sanzionatorio, dall’altro, comporterà per gli intermediari online non solo un’attenta valutazione by design e by default delle proprie iniziative, ma anche la connessa e conseguente implementazione di procedure aziendali adeguate.

Per tali ragioni, vista la natura della materia in questione, è ragionevole attendersi che le competenti autorità nazionale ed europee garantiranno agli attori del mercato, sia essi intermediari online che utenti, una transizione graduale, coerente ed armonizzata, che semplifichi i processi e la comprensione della nuova regolamentazione.