Frequenze 5G: il Consiglio di Stato conferma la proroga delle licenze in banda 3.4-3.6 GHz [Consiglio di Stato, sez. Sesta, sentenza n. 2650 del 29 marzo 2021]

di Elio Guarnaccia -

 

Il Consiglio di Stato ha finalmente chiuso una lunga controversia avente ad oggetto la determinazione dei contributi da versare per la proroga dei diritti d’uso sulle bande di frequenza 3.4-3.6, originariamente destinate alla tecnologia Wimax.

La proroga, richiesta dalle quattro imprese TLC italiane titolari di tali diritti, ovvero Fastweb, Linkem, Mandarin e Go Internet, era stata riconosciuta da Mise e Agcom fino al 2029, al fine di riutilizzare tali bande di frequenza per il 5G.

I provvedimenti di proroga, dunque, sono stati impugnati dinanzi al TAR Lazio da Tim, Vodafone e Iliad, ovvero le big telco che si erano aggiudicate la gara pubblica per l’assegnazione delle frequenze libere destinate al 5G. Le doglianze vertevano essenzialmente sulla presunta esiguità dei costi di proroga, a fronte dei prezzi di aggiudicazione della gara, fino a undici volte superiori.

Il Consiglio di Stato, nei giorni scorsi ha integralmente annullato la decisione del TAR Lazio, che aveva accolto i ricorsi in primo grado, respingendo dunque le contestazioni di TIM, Vodafone e Iliad, ed accogliendo le tesi delle imprese beneficiarie della proroga.

In sintesi, il Consiglio di Stato ha sancito la legittimità della delibera 183/18/CONS, con cui era stata disposta la proroga, in quanto “risulta adottata all’esito di un iter coerente, sia alla normativa vigente, sia alle regole predeterminate in sede di rilascio dell’originaria concessione, accompagnata da una motivazione approfondita”, precisando anche la conformità della procedura ai principi concorrenziali di cui alla nota AGCM AS\1544.

In particolare, con riferimento specifico all’ammontare dei contributi da versare, il Consiglio di Stato ha ritenuto coerente e legittimo, sia l’ancoraggio di essi al prezzo a base d’asta della gara 5G, e non al costo dell’aggiudicazione, sia la sua parametrazione alla diversità di durata e di scopo delle proroghe rispetto all’asta 5G.

[NOTA DI TRASPARENZA: l’autore del presente articolo è stato coinvolto nel giudizio in questione in qualità di  avvocato difensore di una delle imprese TLC beneficiarie della proroga.]

Consiglio di Stato, sez. Sesta, Sentenza n. 2650 del 29 marzo 2021
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