Per Agcom una efficace tutela del copyright passa attraverso la consapevolezza degli utenti ed il coinvolgimento degli intermediari

di Mario Morcellini -

Il comunicato stampa dell’Agcom: Cardani, per efficace tutela copyright necessario aumentare consapevolezza degli utenti e coinvolgimento intermediari .

“Abbiamo bisogno di aumentare il livello di consapevolezza per gli utenti. La protezione della proprietà intellettuale dovrebbe essere parte di un nuovo programma educativo per gli studenti allo scopo di insegnare l’opportunità e le minacce dell’ambiente digitale”. Lo ha detto il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani intervenendo a Mosca ad una conferenza sulla tutela del copyright organizzato dal Federal Service for Intellectual Property della Federazione russa.

Cardani ha ricordato come l’intervento di Agcom in materia di protezione del copyright sia duplice e tenga “in uguale considerazione sia le attività educative che informative rivolte al pubblico per l’uso di contenuti legali e procedimenti di esecuzione in caso di violazioni”. Inoltre, ha ricordato, “la natura della procedura dell’Autorità non sostituisce il procedimento giudiziario, essendo alternativa ad esso, ma viene sospesa in caso di ricorso presentato da una delle parti al giudice”. E questo perché, così come tutte le decisioni di Agcom, anche le disposizioni in materia di copyright possono essere impugnati dinanzi al Tribunale amministrativo.

Secondo Cardani è necessario coinvolgere nel processo tutti gli attori attivi sul web: “per bloccare la violazione del copyright, abbiamo certamente bisogno della collaborazione degli Internet Service Providers, ma anche dei motori di ricerca, degli intermediari di pagamento, delle agenzie pubblicitarie e dei server DNS alternativi”. In questo senso alcune procedure a livello internazionale sono state già avviate, ha concluso il Presidente dell’Agcom: “in sede WIPO – World Intellectual Property Organization – si sta ad esempio costituendo un database dove sono elencati i siti web bloccati da tutti i singoli Paesi, sia a seguito di interventi di natura amministrativa, sia giudiziaria, che potrebbe costituire un utile strumento per gli intermediari di pubblicità o finanziari, ma anche per i motori di ricerca”.

Roma, 23 aprile 2019