Acquisto di beni e servizi informatici e di connettività in emergenza sanitaria da Covid-19

di Giulia Campo -

Il particolare momento storico che stiamo vivendo ha fatto emergere, con forza, l’importanza della digitalizzazione del nostro paese, come soluzione in grado di assicurare continuità nello svolgimento di una serie di attività, tra cui quella amministrativa, che altrimenti avrebbero dovuto subire un arresto in conseguenza del lock down.
Smart working, didattica a distanza, servizi pubblici online e giustizia digitale hanno invece permesso il funzionamento della pubblica amministrazione e la continuità nell’erogazione dei servizi pubblici.
Alla luce di questo importante dato, il D.L. n. 18/2020, c.d. “cura italia”, tra le misure straordinarie finalizzate a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso, ha introdotto specifiche misure di semplificazione volte a potenziare la dotazione di infrastrutture e servizi informatici per la pubblica amministrazione.
L’art. 75 del decreto cura italia ha previsto un’importante deroga in materia di acquisto di beni e servizi informatici alle modalità previste dal codice dei contratti pubblici, al fine di consentire, e anzi accelerare, in questo particolare momento di emergenza, lo sviluppo tecnologico della P.A.
La norma prevede che le pubbliche amministrazioni, sino al 31 dicembre 2020, possono acquistare beni e servizi informatici, preferibilmente basati sul modello cloud SaaS (software as a service) e servizi di connettività, mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara, ai sensi dell’articolo 63, comma 2, lett. c), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, selezionando l’affidatario tra almeno quattro operatori economici, di cui almeno una start-up innovativa o un piccola e media impresa innovativa.
In assenza di specifiche previsioni in tal senso, deve ritenersi che tale procedura in deroga sia applicabile a tutti gli acquisti di beni e servizi informatici, indipendentemente dal loro valore, e quindi senza operare distinzione tra acquisti di valore inferiore o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria.
Inoltre, in ragione della espressa deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al D.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, introdotta dalla norma de qua per l’acquisto di beni e servizi informatici, deve ritenersi derogato l’obbligo di approvvigionamento di beni e servizi informatici tramite strumenti di negoziazione CONSIP, sancito dall’art. 1 comma 512 della Legge n. 208/2015. L’art. 75 ha poi introdotto ulteriori semplificazioni relative alla fase di aggiudicazione e stipula del contratto. Le amministrazioni infatti, una volta verificato il possesso dei requisiti, sulla base dell’autocertificazione prodotta dai partecipanti, possono stipulare il contratto anche senza attendere il decorso del c.d. stand still period, di cui all’art. 32 del d.lgs. 50/2016.
In ogni caso resta fermo l’obbligo di procedere ad approvvigionamenti che siano coerenti con quanto stabilito dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione nonché la raccomandazione di acquistare, ove possibile, servizi che possano integrarsi con le piattaforme per l’erogazione di servizi pubblici previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale.
Quanto ai requisiti dei servizi cloud acquistati nell’ambito della procedura in questione, e dei cloud service providers, fissati dalle linee guida Agid n. 2 e 3 del 9 aprile 2018, che prevedono un preciso obbligo di acquisto di servizi cloud qualificati da AgID e pubblicati sul Marketplace Cloud, nulla è stato detto.
In ragione della deroga generale introdotta dalla norma in parola, deve tuttavia ritenersi derogato anche quest’obbligo.