Acquisizione di materiale fotografico ed applicazione del GDPR al di fuori del trattamento online. Il caso di cronaca del Principe Harry

di Antonio Davola -

In occasione del raggiungimento dell’accordo transattivo volto a risolvere in via non contenziosa la controversia insorta tra il Principe Harry e l’agenzia di stampa americana Splash News, i difensori del Duca di Sussex si sono avvalsi della facoltà – garantita dalle Civil Procedure Rules inglesi in caso di violazioni della privacy – di presentare una dichiarazione pubblica unilaterale (orig. statement in Open Court), al fine di illustrare i caratteri della controversia ed evidenziare i motivi alla base dell’accoglimento della proposta di transazione.
La vicenda traeva origine dalla realizzazione, da parte dell’agenzia di stampa, di un servizio fotografico (successivamente trasmesso a diverse testate giornalistiche) sul Principe e la moglie mentre questi si trovavano presso la propria di campagna nell’Oxfordshire, raccogliendo immagini dei locali dell’abitazione attraverso l’utilizzo di un elicottero a bassa quota. Lo statement appare di particolare interesse, posto che tra i temi di rilievo ai fini della risoluzione della controversia è espressamente menzionato (oltre all’art. 8 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – riguardante la “Protezione dei dati di carattere personale” – e il Data Protection Act 2018 inglese (“DPA”) altresì il Regolamento Ue 2016/679 in materia di protezione dei dati personali (c.d. GDPR), in vigore dal maggio 2018. In particolare, stante il carattere isolato dell’abitazione, il quale era stato elemento essenziale per la scelta della residenza da parte della coppia, l’illecita raccolta di materiale fotografico e la conseguente trasmissione di questo era suscettibile di costituire una violazione (non esclusivamente del diritto alla privacy della coppia – bensì) della normativa in materia di abuso delle informazioni private in violazione dell’art. 5 del GDPR. La scelta di far riferimento alla disciplina in materia di tutela dei dati personali – ragionevolmente indotta dal fatto che i coniugi non si trovavano nell’abitazione, e che conseguentemente le foto riguardavano esclusivamente i locali dell’abitazione – appare, pur in assenza di una statuizione giudiziale sul tema (come si diceva, la controversia è stata risolta in via transattiva) significativa in quanto suscettibile di fornire una interpretazione operativa originale del GDPR: la normativa, sviluppata sulla base del primario interesse a fornire una base giuridica per la repressione dei trattamento abusivo di dati online, potrebbe dunque offrire un innovativo strumento di reazione a violazioni che in passato sono state tradizionalmente (e pacificamente) ricondotte entro l’alveo della disciplina della privacy, introducendo un ulteriore livello di complessità nel risalente dibattito in merito al rapporto tra i due istituti.

nda: i legali del principe Harry si sono avvalsi del diritto (garantito dalla normativa inglese in materia di Privacy) a presentare uno statement in Open Court, ossia una dichiarazione pubblica volta a chiarire/rettificare i caratteri della vicenda (Statement-in-Open-Court-16-May-2019-1).